Passa ai contenuti principali

L'inquinamento ed i ruggiti di Silvio Viale

Su La Stampa di oggi ci spiegano che l'ARPA Piemonte stima in 900 morti /anno a Torino l'effetto delle polveri sottili (se vuoi, leggi) In realtà nulla di nuovo, salvo al dimensione dei danni alla salute che varia fondamentalmente a seconda dei criteri adottati. Ma siamo in ambito scientifico e la diversità dei criteri dipende da svariati fattori. E può essere spiegata.
Ma così come sappiamo da molti anni che a Torino da dicembre a febbraio le polveri sottili raggiungono livelli molto alti, tanto che non è più dignitoso parlare di "emergenza", ogni qual volta si parla di danni alla salute provocati  dall'inquinamento si odono i ruggiti di Silvio Viale.
Per un po' di tempo, considerato che si tratta di un ex ecologista (e che molti ex non si sento ex) ho pensato che fosse afflitto dalla sindrome del (Re) Sole che ride!  "L'ecologia sono io!"
Ma questa volta Silvio contro Viale ha superato se stesso: Attacco di Viale. "l'Ordine dei medici intervenga  sull'ARPA"!. Per intendersi, l'aveva già detto Bersani. O meglio, Bersani aveva chiesto che il ministro intervenisse sull'Ordine dei medici...
Ma qui la cosa è più grave. Silvio Viale parla da medico e dice cose inesatte e non spiega perché! O se preferite non dice nulla ma getta discredito. Insomma un po' come certi ciarlatani quando parlano di vaccinazioni. La Stampa gli da retta come si dava retta ai medici tromboni di tanti, tanti anni fa. Ma la medicina, oggi, ha ben altro rapporto con la scienza.
Ma la richiesta di Silvio Viale dimostra che Silvio Viale non solo non è più un ecologista, ma non è neppure più un radicale
Ma un consiglio a Silvio Viale gli lo posso dare. non c'è più bisogno che mi restituisca il cicalino della segreteria telefonica e le relative istruzioni. Sono passati quasi 30 anni e vale l'usucapione  
Ma anche se non è più un ragazzino, può sempre studiare. Così capisce di cosa si paral, comrpende il metodo scintifico e magari si tranquillizza ed evita di dire sciocchezze  e fare brutte figure
Carlo



Post popolari in questo blog

Coronavirus e lavoro

Il Governo per ora ha scelto di non sospendere le attività produttive a causa dell’epidemia di Coronavirus. Quanto ciò risponda a esigenze aziendali e/o corrisponda anche ad interesse dei dipendenti è un tema complesso e il dibattito, anche sui media, si sviluppa più su un piano etico che su un piano pratico. Sicuramente le imprese non possono nascondersi dietro un dito ed attuare misure di tutela della salute dei lavoratori parziali. La prevenzione dei rischi di contagio da Coronavirus richiede misure organizzative che fino a prova contraria possono essere applicate in tutti i luoghi di lavoro. I DPI necessari sono comunque disponibili in molti ambienti produttivi. Proviamo quindi a riflettere su cosa è necessario fare per il Coronavirus in assenza per evitare i rischi di contagio da Coronavirus ( o per ridurli a quelli della popolazione generale), in assenza di sospensione delle attività produttive: