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Visualizzazione dei post da settembre, 2014

Il "dottor A", il "dottor B", il "dottor C" ed i Bronzi di Riace

Le cronache di questi giorni mi fanno tornare in mente una storia che mi hanno raccontato tanti anni fa .... Queste storie mi sono state raccontate e chi me le ha raccontate, ha sempre giurato che sono vere. Altra parte del racconto si trova sui giornali, che fanno un po' di pasticci, ma si sa, raccontano sempre la verità. Per cui io vi racconto tutto. C'era una volta, tanti anni fa, un Dipartimento di prevenzione in cui arrivò un medico (chiamiamolo il "dottor A") che è stato chiamato a fare il responsabile di un Servizio. Il primo giorno di servizio - in pausa pranzo - un "collega" (chiamiamolo il "dottor B") lo avvicina  e gli dice che a fatto benissimo a venire lì, perché in quell'ASL si sta benissimo. E dopo breve inizia a raccontagli tutte le meraviglie che si possono fare in quel posto. "Per esempio tu devi fare così. Chiedi un giorno di ferie con buon anticipo. Dopo che ti hanno firmato le ferie, le spedisci all'ufficio del p...
In Italia siamo bravissimi a scannarci su tutto. Ma forse bisognerebbe anche riflettere e non solo schierarsi dietro una bandiera. Proposte demenziali andrebbero a fondo da sole ...   Viviamo in un un Paese che sta drammaticamente andando a rotoli, e non avendo la fantasia ed il coraggio per trovare ed adottare soluzioni , quando proprio non sappiamo più che pesci pigliare tiriamo fuori la meritocrazia. Le cose vanno male perché "non si premia il merito" Ho già avuto modo di fare qualche riflessione sulla meritocrazia .  Nelle ultime settimane, con l'incipiente avvio dell'anno scolastico, si è parlato di scuola. E di merito. Ma presto toccherà a qualche altro settore. Così mi tornano in mente alcune cose. Intendiamoci, anch'io, come quasi tutti, sono favorevole a premiare il merito. Conosco molte persone che per le loro capacità e per il loro impegno (e per le cose che concretamente fanno) meriterebbero molto di più. E - nel mio piccolo - anch'io ho grandi me...

Ma come cresce la città!

Quando si fanno calcoli troppo complicati, i conti non tornano mai! La Città di Torino prova ad usare i Servizi educativi insieme a TRM per spiegare quanto sia ecologico l'inceneritore. Ma lo stesso giorno l'ONU comunica che la CO2 in atmosfera non è mai stata così alta! La Stampa  sotto il titolo " Quando è la città a fare lezione " ci racconta che   martedì 9 settembre  c'è stata la presentazione di "Crescere in Città". "C'è di tutto un po' spaziando dalle avventure green nella natura all'educazione alla cittadinanza, alla legalità dalle lezioni sul gusto alla giornata da trascorrere all'Università. ...". Bello, penso io! Più avanti l'articolo cita Pellerino, Assessora alle Politiche Educative "Penso alle aziende pubbliche cittadine, IREN , AMIAT , SMAT , TRM che mostrano ai bambini la sintonia che esiste tra quel che apprendono a scuola e quel che fanno i nostri servizi: ciclo dei rifiuti, teleriscaldamento .......

Sicurezza del lavoro 6 - Ma gli SPreSAL si devono occupare di infortuni e malattie professionali?

Se avete voglia di fare una riflessione scomoda, questo post è per voi! Se amate scandalizzarvi, questo post è sempre per voi! Per dirla in termini moderni, la "mission" dei Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro, gli  " SPreSAL ", è la prevenzione nei luoghi di lavoro.  Gli SPreSAL non sono i soli soggetti ad avere funzioni di prevenzione per la sicurezza e la salute sul lavoro, ma sono i Servizi posti al centro del sistema pubblico per la prevenzione nei luoghi di lavoro.  L' azione dei Servizi pubblici di norma non si esplica direttamente sui rischi , ma è rivolta verso tutti i soggetti che in vario modo sono interessati e coinvolti dalle attività per la sicurezza e la salute sul lavoro: datori di lavoro, lavoratori, responsabili dei Servizi di Prevenzione Protezione (SPP), Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) medici competenti, coordinatori per la sicurezza, associazioni datoriali, associazioni sindacali e associazioni ...

Sicurezza sul lavoro 5 - La mutazione genetica della vigilanza

Come si fa a prevenire la diffusione di una mutazione genetica della vigilanza per la sicurezza e la salute sul lavoro? La prevenzione è possibile, ma occorrono scelte chiare da parte della Regione Piemonte La vigilanza per la sicurezza e la salute sul lavoro costituisce sicuramente un tassello irrinunciabile degli interventi che il "Servizio pubblico" deve esercitare per garantire la tutela della sicurezza e della salute sul lavoro . E' anche ben noto che attività di informazione , di assistenza , di formazione sono elementi fondamentali per "produrre" (e "far produrre") sicurezza e salute sul lavoro. Non solo e non tanto per diffondere le conoscenze (cosa sicuramente fondamentale), ma soprattutto per diffondere la cultura della prevenzione . La legge di Riforma Sanitaria (la "833 del 1978" ....) con l'articolo 20 ha definito le linee generali di un modello di intervento da parte del Servizio pubblico (oggi da parte degli SPreSAL).  I...

Sicurezza sul lavoro 4 - Le attività di prevenzione secondo l'articolo 20 della Legge 833 del 1978

L'art 20 della L 833/78 ha definito le attività di prevenzione e anche se un po' vecchio continua ad essere attuale. L'articolo 20 della legge 833/78 (riforma sanitaria) ha indicato un quadro di attività che definisce un modello razionale per lo sviluppo delle attività di prevenzione del Sevizio pubblico.  E' implicio un approccio secondo criteri di priorità e le funzioni di vigilanza, attribuite con l'articolo 21, sono fortemente inserite in questo contesto. Il DPCM  17Dicembre 2007   " Esecuzione dell'accordo del 1° agosto 2007, recante: Patto per la tutela della salute e la prevenzione nei luoghi di lavoro" aggiorna i criteri definiti dall'art 20 della 833 confermando il lavoro secondo criteri di priorità, la progettazione e la programmazione il coinvolgimento della parti sociali. Ma il DPCM 17 dicembre 2007, pur con  molti aspetti positivi , presenta anche molti obiettivi velleitari. Intendiamoci, la conduzione di attività di prevenzione p...

Sicurezza sul lavoro 3 - Quali modelli operativi producono sicurezza e salute sul lavoro?

Nel corso degli ultimi 30 anni le attività di prevenzione per la sicurezza e la salute sul lavoro si sono sviluppate ed hanno contribuito a migliorare le condizioni di lavoro. Ma da alcuni anni si assiste anche a derive che possono  far fare pericolosi passi indietro. La riforma sanitaria del 1978 ha trasferito al Servizio Sanitario Nazionale le funzioni di prevenzione per la sicurezza e la salute sul lavoro. Si è trattato di un cambiamento radicale che ha tra l'altro superato logiche di vigilanza quantomeno obsolete. Inoltre la " 833 " prevedeva anche che i lavoratori diventassero soggetti attivi del processo prevenzionistico e non solo più dei fruitori di tutele. (Alcuni vollero leggere questa come una scelta ideologica, mentre in realtà si trattava di un approccio pragmaticoportatore di efficacia). Ma, un aspetto trascurato per anni, perché ritenuto scontato , è che le attività di prevenzione erano indirizzate all'individuazione, accertamento e riduzione / elimin...

Sicurezza sul lavoro 2 - Quale prevenzione?

In assenza di episodi gravissimi, si tende a dimenticare la prevenzione per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro . E si tende a scordare ciò a cui deve servire la prevenzione.   Quando si parla di salute, ognuno di noi ha sentito dire, e dice "prevenire è meglio che curare". Ma cosa si intende per prevenzione?   Bisogna innanzitutto distinguere tra prevenzione primaria e prevenzione secondaria. La prevenzione primaria consiste nell'eliminazione o riduzione dei fattori di rischio per la salute (o per la sicurezza, se pensiamo al rischio di infortuni). La prevenzione secondaria consiste nell'individuazione di persone con condizioni di rischio o stati patologici in fase precoce al fine di adottare di trattamenti / provvedimenti che impediscano la progressione della malattia . A tal scopo si effettuano controlli sanitari (screening, sorveglianza sanitaria) per individuare i soggetti che necessitano di un trattamento  (terapia, eliminazione delle esposizioni a ri...