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Visualizzazione dei post da gennaio, 2018

Meglio prendersi a colpi di obbligo vaccinale o occuparsi di SSN?

L'epidemia influenzale imperversa, il Pronto Soccorso ospedalieri sono sovraffollati e "vanno in tilt" e da settimane "4 milioni di italiani sono a letto con l'influenza". Non si capisce se i 4 milioni siano sempre gli stessi, ma comunque, a sentire la RAI,  "mai tanti come quest'anno". Ci potremmo utilmente interrogare su perché anche quest'anno i vaccini antinfluenzali " non azzeccato il ceppo di virus " . Chi si occupa della materia fornisce spiegazioni interessanti. Ma le incombenti elezioni richiedono di discutere di vaccinazioni secondo l'usuale approccio politicante di eterna lotta tra il bene ed il male. Ovviamente il dibattito non è tecnico. Ed in realtà non verte sulle vaccinazioni, ma sull'obbligo vaccinale, facendo finta che sia la stessa cosa.  E  così troviamo PD e FI da un lato Lega e M5S dall'altro. D'altronde l'attuale politica non.non sa in quali altri termini affrontare un problema di salute....

Mascherine, caschi ed altre sciocchezze in caso di morti sul lavoro

A seguito di un mio post in cui citavo carenze della cultura della prevenzione, ho avuto uno scambio di opinioni con due amici. L'antefatto.  Titoli di giornali in cui si faceva dire agli operai della Lamina (l'azienda milanese dove sono morti 4 operai) "Erano riversi a terra senza mascherine. E' inspiegabile, non siamo sprovveduti". Se gli operai avessero veramente detto questo, ci sarebbe una prima notizia di reato a carico del datore di lavoro per palesi carenze nella formazione degli operai. La dinamica "suggerisce" una perdita di coscienza per inalazione di gas tossici, o , più probabilmente visto il tipo di ambiente, per carenza di ossigeno. E la mascherina non serve a nulla, perché non ci sono particelle da filtrare. Invece è l'ossigeno che manca. Se la mascherina servisse, allora si potrebbe prevenire le morti nel sonno da intossicazione  da ossido di carbonio ("da stufette") dormendo con la mascherina. Non si tratta di concetti com...

La prevenzione sul lavoro è un cosa seria

Come previsto, nella giornata di oggi sono comparsi articoli e servizi radiotelevisivi che, in relazione alla tragedia di Milano, descrivevano le gravi carenze dell' (ex) Ispettorato del Lavoro, dell'INPS e dell'INAIL, carenze che costituiscono un limite per le ispezioni per la sicurezza sul lavoro. Sono disgustato perché  Ispettorato del Lavoro, INPS e INAIL non hanno funzioni di vigilanza per l'applicazione della normativa per la sicurezza e la salute sul lavoro. Non hanno competenze perché la Riforma Sanitaria del 23 dicembre 1978 ha trasferito queste funzioni al SSN, con decorrenza 30 giugno 1981 Sono disgustato perché questa squallida manfrina si ripete da decenni e sovente pare che la politica, i politici, non conoscano neppure il quadro normativo. E sono disgustato perché le affermazioni relative alle cause di questi infortuni lavorativi testimoniano un ignoranza ed un disinteresse preoccupanti e non accettabili. Ma su questo torniamo dopo. La prevenzione dei ...

Ma dov'è finita la sicurezza e salute sul lavoro?

La tragedia dei 3 morti sul lavoro a Milano ha portato più o meno ai soliti commenti. In questo caso lo spazio dato all'evento è stato ed è grande, ma se ci fate caso quello spazio corrispondente ad un "dovere istituzionale" che la RAI ha dedicato in passato ai morti sul lavoro si è ridotto molto. Si possono cercare colpe della RAI, ma più onestamente dobbiamo dirci che è il lavoro a non avere più un peso ed un significato. Quantomeno nella cronaca. E nella politica. Nessuno vuole sentire notizie di morti sul lavoro, oggi come 50 anni fa. Ma oggi c'è poca disponibilità a riflettere. Molti preferiscono espellere la notizia. E così i più hanno il pudore di non parlare di "fatalità" o "colpa del lavoratore". E in questo l'Italia è un Paese più avanzato di gran parte dei "Paesi avanzati". Ma quasi sempre i commenti sono di impotenza o di richiesta di più controlli. Il disorientamento è così grande che molti chiedono "più controlli de...

1 milione di posti di lavoricchio

Con la campagna elettorale sono puntualmente giunte mirabolanti affermazioni sulla crescita dell'occupazione. Queste affermazioni si scontrano con la percezione comune, ma in realtà i dati non sono falsi. L'ISTAT utilizza una definizione   armonizzata a livello europeo  ed è coerente con quella internazionale e data dall'ILO. Come avviene da circa 25 anni in moltissimi campi, il trucco non sta nel dato, ma in cosa si rileva e nel significato che successivamente viene attribuito al dato.  Cambiano i dettagli ma il metodo è usato diffusamente; per gli appassionati posso ricordare  lo studio di sorveglianza sanitaria fatto per l'inceneritore del Gerbido. Ma, tornando al lavoro, dal sito ISTAT risultano le seguenti definizioni: Forze di lavoro : comprendono le persone occupate e quelle disoccupate.  Occupati : comprendono le persone di 15 anni e più che nella settimana di riferimento : - hanno svolto almeno un’ora di lavoro in una qualsiasi attività che preved...