Sul sito della Società nazionale Operatori della Prevenzione potete trovare il rapporto "Un viaggio "dentro" l'automobile. Ergonomia e organizzazione del lavoro nel settore automotive in Europa”, sintesi della ricerca di Francesco Tuccino, frutto di osservazioni diretta delle condizioni di lavoro nelle linee di produzione di automobili, di interviste e focus group con tecnici, lavoratori e delegati sindacali (120 ore di registrazioni) in 10 fabbriche d'auto in Spagna, Francia, Germania, Italia, Romania, Polonia e Slovacchia, promossa dalla FEM (Federazione europea dei metalmeccanici), su fondi della Comunità Europea.
Per cultori della materia, ma non solo. Si può leggere per vedere un mondo sconosciuto ai più.
Il Governo per ora ha scelto di non sospendere le attività produttive a causa dell’epidemia di Coronavirus. Quanto ciò risponda a esigenze aziendali e/o corrisponda anche ad interesse dei dipendenti è un tema complesso e il dibattito, anche sui media, si sviluppa più su un piano etico che su un piano pratico. Sicuramente le imprese non possono nascondersi dietro un dito ed attuare misure di tutela della salute dei lavoratori parziali. La prevenzione dei rischi di contagio da Coronavirus richiede misure organizzative che fino a prova contraria possono essere applicate in tutti i luoghi di lavoro. I DPI necessari sono comunque disponibili in molti ambienti produttivi. Proviamo quindi a riflettere su cosa è necessario fare per il Coronavirus in assenza per evitare i rischi di contagio da Coronavirus ( o per ridurli a quelli della popolazione generale), in assenza di sospensione delle attività produttive:
